Il TFR rappresenta una parte importante del risparmio costruito durante la vita lavorativa. Anche quando si è scelto di lasciarlo in azienda, può esserci la possibilità di destinare quanto già accumulato a un fondo pensione, contribuendo così alla propria pensione integrativa.
Il trasferimento del TFR pregresso richiede un accordo con il datore di lavoro, che può accettare o rifiutare la richiesta. La possibilità riguarda esclusivamente le somme ancora nella disponibilità dell’azienda: le quote già versate al Fondo di Tesoreria INPS sono escluse.
Uno degli aspetti da considerare è il trattamento fiscale. Il TFR maturato dal 1° gennaio 2007 e trasferito al fondo pensione può beneficiare, al momento dell’erogazione della prestazione pensionistica, di una tassazione del 15%, riducibile fino al 9% in funzione dell’anzianità di partecipazione alla previdenza complementare. La riduzione è di 0,30 punti percentuali per ogni anno successivo al quindicesimo e raggiunge il massimo con 35 anni di partecipazione.
Il TFR lasciato in azienda è invece soggetto, al momento della liquidazione, a tassazione separata, calcolata sulla base del reddito del lavoratore, con un’aliquota che può superare il 23%. Il confronto fiscale può quindi essere significativo, ma deve tenere conto della situazione individuale e delle modalità con cui verranno richieste le somme: anticipazioni e riscatti possono infatti seguire regole diverse rispetto alla prestazione pensionistica.
Per le quote maturate prima del 2007 valgono regole fiscali differenti. Prima di procedere, è quindi importante verificare quando è stato accumulato il TFR, dove si trova e quali condizioni si applicano al suo eventuale trasferimento.
Da Cuneo Centro Assicurazioni possiamo approfondire insieme questi aspetti e valutare le soluzioni di previdenza complementare in relazione alle tue esigenze e ai tuoi progetti.
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